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La serie DONNE nasce come un omaggio vibrante e profondo all’universo femminile, celebrato in tutte le sue sfumature, i suoi colori e le sue geografie interiori ed esteriori. "In tutti i colori e in tutti i sensi": è questo il cuore di un racconto visivo che abbatte i confini per mettere in luce l’unicità di ogni figura.
Ogni tela custodisce e rivela una particolarità, una storia, un'identità precisa. Lo sguardo attraversa i continenti e le culture, incontrando la forza fiera delle donne afro-brasiliane, l'indipendenze ed emancipazione delle donne europee, la delicatezza e il mistero delle donne asiatiche. Non si tratta semplicemente di ritrarre etnie diverse, ma di cogliere l’essenza universale del femminile attraverso la bellezza delle sue differenze.
Per dare corpo a questa pluralità di voci, anche la materia pittorica si fa versatile e stratificata. Le opere, realizzate in dimensioni differenti – quasi a voler ricalcare lo spazio unico che ogni donna occupa nel mondo –, prendono vita attraverso una continua sperimentazione tecnica. Campiture fluide in acrilico si alternano e si fondono con la ricchezza della tecnica mista su tela, dove stratificazioni, segni e pigmenti diversi dialogano tra loro per tradurre in immagini la complessità, la fragilità e la straordinaria potenza del mondo femminile.
Omaggio a Rosa
Questo dipinto è molto più di un ritratto: è un atto di gratitudine, memoria e profondo rispetto. Realizzata in acrilico su tela (40x40 cm), l'opera è un omaggio a Rosa, una donna straordinaria che ha attraversato la storia della mia famiglia, intrecciando indissolubilmente la sua vita alla nostra. Con amore, dedizione e una forza d'animo fuori dal comune, Rosa si è presa cura prima di mia madre e dei miei zii quando erano bambini, e successivamente di me e dei miei fratelli.
Rosa era una donna nera fiera, una figura centrale e colma di saggezza, capace di trasmettere insegnamenti preziosi attraverso la sua intelligenza vivace e la sua spiccata coscienza politica. Il suo sguardo, che ho cercato di imprimere sulla tela, racconta la storia di una resistenza quotidiana, di una dignità immensa e di una lucidità profonda nel leggere il mondo.
Oggi questo quadro appartiene a mia sorella Maria, storica che ha dedicato la sua tesi di master alla ricerca e alla memoria sulla schiavitù. Non potevi esserci custode migliore per quest'opera: la tela unisce idealmente il passato e il presente, la lotta storica delle donne nere e il legame intimo di una vita condivisa, trasformando il ricordo affettivo di Rosa in un simbolo eterno di forza, consapevolezza e amore.
Quest'opera inedita nasce come un potente tributo all'universo femminile, un grido visivo contro ogni forma di violenza e un inno alla libertà di espressione nel mondo.
In questa tela di grandi dimensioni, la superficie pittorica diventa una soglia da oltrepassare. Al centro della composizione emerge il volto di una donna, il cui sguardo vivo e vibrante cattura immediatamente lo spettatore. Gli occhi, carichi di una vivacità profonda e magnetica, non si limitano a guardare, ma interrogano chi li osserva, facendosi interpreti di una complessa interiorità.
Il colore acrilico, steso con forza e sensibilità, non ha una funzione puramente decorativa o descrittiva; è lo strumento stesso attraverso cui l'invisibile prende forma. Come suggerisce il titolo, l'opera compie un viaggio che va "oltre" la materia cromatica, scavando nella psicologia del soggetto per portarne alla luce l'essenza più autentica e spirituale.
Questo perfetto equilibrio tra intensità espressiva e maestria tecnica è valso all'opera il prestigioso Trofeo Van Gogh, un riconoscimento che premia la capacità di trasmettere, attraverso la forza del colore e la vitalità dello sguardo, un'emozione pura, vibrante e senza tempo.
Quest'opera esprime una vibrante energia vitale attraverso l'uso dinamico del colore e della materia. Al centro della composizione emerge un volto dai tratti dolci e magnetici, incorniciato da un'esplosione di sfumature calde e solari che richiamano la luce del sole, la terra e la natura in festa.
La combinazione della stesura materica dell'acrilico con la freschezza e la modernità della vernice spray crea un contrasto affascinante e contemporaneo. I grandi occhi azzurri, intensi e profondi, catturano lo sguardo dell'osservatore, offrendo un punto di quiete e riflessione in mezzo a una ricca tempesta di forme, spruzzi e dettagli floreali. È un inno alla gioia, alla creatività e alla forza generatrice della luce.
"La donna al mare": Un Volto nel Flusso dello Spirito
Nell'opera intitolata "La donna al mare", il soggetto non è semplicemente una figura fisica, ma un'entità liquida che emerge dal cuore stesso dell'oceano. Il volto della donna, dipinto in monocromia cerulea, funge da fulcro emotivo in un turbine di testure astratte che evocano la forza e il mistero dell'acqua.
I suoi grandi occhi azzurri fissano l'osservatore, trasmettendo una calma profonda che contrasta con la frenesia dell'ambiente circostante. La tecnica a spatola e le sovrapposizioni di colore – strati di cobalto e blu di Prussia mescolati a guizzi d'argento lucente – fondono i capelli e i lineamenti con il mare. L'effetto è quasi quello di un'apparizione, dove il confine tra carne e acqua si dissolve.
Le tracce di verde e bianco in basso aggiungono profondità, suggerendo alghe, correnti sotterranee e schiuma d'onda, non è un ritratto di una donna al mare, ma una rappresentazione della donna come personificazione stessa del mare: potente, serena, eterna e fluida. L'uso di strati materici e riflessi d'argento rende l'opera tattile e vibrante, invitando lo spettatore a immergersi nel suo flusso
Sempre affascinato dalla capacità di Pablo Picasso di frammentare la realtà per rivelarne le molteplici verità, con questa opera ho voluto rendere un personale omaggio al Maestro del Cubismo, esplorando la complessità del ritratto non come una superficie statica, ma come un'entità stratificata e fluida.
L'opera ritrae una figura femminile, il cui volto, lungi dall'essere univoco, si scompone e si ricompone davanti allo spettatore. È qui che risiede il cuore del mio "omaggio a Picasso": non si tratta di una semplice imitazione formale, ma di un'esplorazione del concetto di "due volti" – il visibile e l'invisibile, il conscio e l'inconscio, la maschera pubblica e l'intimità privata – che coesistono in ogni essere umano.
La tecnica mista è stata lo strumento fondamentale per rendere tangibile questa stratificazione e per dare voce alle trasparenze che cercavo.
Ho utilizzato l'acrilico per gettare le basi cromatiche e per dare corpo alla figura principale, che emerge con una posa serena e uno sguardo diretto. La sua pelle scura diventa lo sfondo per l'esplorazione successiva.
Il risultato è un'opera che invita alla contemplazione prolungata: una figura che è allo stesso tempo solida e trasparente, ferma nel suo sguardo ma in perenne movimento interiore, proprio come le donne che hanno popolato l'immaginario di Picasso, qui reinterpretate attraverso una lente di stratificazione tecnica e concettuale.
Intrecci e Materia: La Tecnica Mista
Il dinamismo della chioma è il vero cuore pulsante dell'opera:
I Serpenti: Riconfigurati come creatura viva e vibrante, sono arricchiti da minuziosi dettagli a tratteggio e motivi a squama, evidenziando una maestria quasi calligrafica nel disegno.
Toni Dorati e Luminescenze: L'uso sapiente delle foglie e delle tonalità metalliche (oro e bronzo) contrasta con il fondo verde smeraldo rugoso e il rosso intenso dell'angolo inferiore, donando tridimensionalità e riflettendo la luce in modo cangiante ad ogni angolazione.
In quest'opera, il Carnevale si fa sogno e mistero. Il volto emerge da un vortice di sfumature blu e riflessi argentei, richiamando il movimento perpetuo dell'acqua della laguna e la nebbia sottile che avvolge le calli veneziane. A rompere questo incanto freddo interviene il calore dell'oro: una mezza maschera finemente decorata che cela e rivela al tempo stesso. Lo sguardo, intenso e silenzioso, invita l'osservatore a superare la superficie della tela per perdersi nel fascino senza tempo di una notte veneziana.
In quest'opera, quattro volti femminili emergono da un fitto e vibrante labirinto di linee e colori. Gli sguardi delle protagoniste, intensi e profondi, si rivolgono direttamente a chi osserva, stabilendo un dialogo silenzioso fatto di empatia, comprensione e reciproco sostegno.
La trama complessa che avvolge le figure non rappresenta una chiusura, ma un intreccio vitale: è la fitta rete di relazioni, storie e vissuti condivisi che unisce le donne. Le linee bianche, nere e rosse si snodano come fili invisibili ma indistruttibili, tessendo al contempo una barriera protettiva e un legame di profonda solidarietà. In questo spazio comune, la diversità di ogni volto si fonde in un’unica presenza collettiva, che parla di resistenza, ascolto e vicinanza. Un'opera che celebra l'unione femminile come rifugio sicuro e la sorellanza come forza viva, capace di sostenere e proteggere.
In questo dipinto, la figura di una giovane donna afro emerge con una presenza fiera e magnetica. Il volto, caratterizzato da delicate sfumature di grigio e di azzurro, è incorniciato da un turbante tradizionale le cui fasce rosse e dorate si avvolgono come una corona di dignità e identità.
Il vero cuore dell'opera risiede nello sguardo: occhi chiari e profondi che catturano l'osservatore, esprimendo una silenziosa resilienza e una vibrante forza interiore. I dettagli geometrici della collana richiamano i caldi colori della terra, creando un contrasto armonioso con lo sfondo azzurro, che evoca un senso di spazio e libertà. Con quest'opera, Eugênia Harten unisce l'introspezione psicologica alla ricchezza culturale, celebrando la bellezza e la forza femminile.
La Gheisha è ritratta con delicatezza e mistero, la sua figura si staglia su uno sfondo astratto e suggestivo, quasi fluttuante. I colori caldi e intensi del kimono si contrappongono alle tonalità fredde e eteree del volto e dell'acconciatura, creando un equilibrio visivo affascinante. L'opera invita lo spettatore a immergersi in un mondo di eleganza e raffinatezza, dove la tradizione incontra la modernità.
La serie "Navigare":
"La Gheisha" fa parte della serie "Navigare", un progetto artistico che esplora il tema del viaggio e dell'esplorazione, sia fisica che interiore. La figura della Gheisha, con la sua storia millenaria e la sua profonda spiritualità, rappresenta un simbolo di questa ricerca costante di nuovi orizzonti e di nuove scoperte.
Esposizioni:
L'opera è stata presentata in diverse mostre personali dell'artista, tra cui:
Villa Reale di Monza
Galleria Art Studio 38 a Milano
Centro di Cultura Forensi nell'Ordine degli Avvocati di Genova
XI Edizione della Settima dell'Accoglienza - Casa del Brasile di La Spezia
VII Interscambio Culturale Italia/Brasile Antico Monastero di San Bernardino Caravaggio
Queste esposizioni hanno permesso al pubblico di ammirare l'opera dal vivo e di apprezzare la sua bellezza e la sua originalità.
In quest'opera, lo spazio della tela diventa una mappa visiva della mente umana, dove razionalità e subconscio si intrecciano in un dialogo continuo.
Al centro della composizione emerge un volto dipinto nei toni sfumati del grigio, quasi fosse una scultura d'argilla o un'apparizione senza tempo. Le sue guance si accendono di sfumature rosse e viola, evocando la vitalità delle emozioni che bruciano sottopelle, mentre i suoi intensi occhi azzurri fissano lo spettatore con una calma magnetica e riflessiva.
Tutto intorno, la mente prende forma attraverso un fitto labirinto di nastri colorati e dinamici che sembrano danzare sulla tela, muovendosi tra curve sinuose e linee spezzate. È il flusso caotico e continuo dei pensieri, delle idee, dei ricordi e delle ansie che popolano il nostro quotidiano.
In questo intreccio, quasi a voler simboleggiare un risveglio interiore o una percezione più profonda, appare un terzo occhio azzurro tra le trame dei nastri. È l'occhio della coscienza, dell'intuizione e dell'introspezione, che osserva la realtà da un'angolazione diversa, trovando un senso all'interno del labirinto.
Con pennellate decise e un uso vibrante del colore, "Il Labirinto del Pensiero" invita chi guarda a perdersi nelle proprie complessità mentali, offrendo al contempo un punto di ancoraggio e di profonda connessione attraverso la forza dello sguardo.
Acrilico su tela
50x70cm
In questa opera rielaboro il linguaggio cubista con una sensibilità contemporanea. La figura femminile, dal volto blu etereo e lo sguardo magnetico, indossa un cappello che diventa paesaggio emotivo: rosso, giallo, verde si fondono in gesti rapidi e decisi.
Lo sfondo astratto crea un contrasto vibrante che esalta la centralità del soggetto.
Un tributo a Picasso che vuole essere ponte, non copia: celebrare la libertà di scomporre per ricreare.
Opera unica, firmata. Certificato di autenticità incluso
Questo quadro nasce da una fascinazione profonda per le culture indigene dell'Amazzonia. Non ho voluto ritrarre una donna specifica, ma un archetipo, una figura che incarna la connessione con la terra e la forza spirituale.
Ho scelto di concentrarmi sul suo sguardo perché credo che sia lì che risiede la vera storia. I colori accesi del copricapo non sono solo decorativi, ma rappresentano l'energia degli elementi, la vita che pulsa. Ho lasciato quelle gocce di colore rosso quasi come un 'errore' intenzionale, a ricordare la vulnerabilità e la verità dell'essere umano.
Per me, questa opera è un omaggio alla resilienza e alla bellezza che risiede nella diversità culturale.
C’è un momento in cui le parole non bastano più. Serve un colore, uno strappo, un corpo che emerge dal caos.
Con la mia opera SALVAMI, tecnica mista su tela, ho voluto tradurre in immagine l’anima del libro di poesia Appendere d'arte dell'Associazione APAI di Roma.
La figura centrale, vibrante di giallo, rosa e azzurro, irrompe da un mondo di grigio e carta accartocciata: è la poesia che chiede di essere salvata, o che ci salva.
Il titolo suggerisce una ricerca interiore: l’anima vista come energia fluida, come acqua profonda. Il caos ordinato dello sfondo rappresenta il mondo emotivo, mentre il volto resta calmo, centrato, testimone silenzioso.
Questo dipinto è un viaggio sottomesso ma potente nella resilienza e nel colore. Su una tela di 30x40cm, il volto grigio cenere emerge come una scultura di pietra che ha attraversato il tempo. La scelta acromatica per la pelle non esprime tristezza, ma una stoica forza interiore.
Il vero fulcro, però, sono gli occhi colore di miele: due ambre luminose che catturano e riflettono una luce calda e inaspettata. Sembrano contenere tutta la vita che manca alla palette del volto, un segreto ardente che lo spettatore è invitato a scoprire.
Questa scintilla interiore si riversa all'esterno nella corona di fiori vibranti che forma la bandana. È una fioritura che non può essere contenuta, una promessa di gioia e rinascita che incornicia la forza tranquilla della donna. Un ritratto che celebra la bellezza che fiorisce anche nei luoghi più inaspettati.
Lo sguardo della protagonista, profondo ed enigmatico, cattura lo spettatore, mentre i dettagli del collage – le foglie di vite che incorniciano il volto con tonalità calde e autunnali – donano tridimensionalità e una vibrante vitalità alla composizione. Il grappolo d'uva spicca sulla chioma scura come simbolo antico di fertilità, gioia e celebrazione della vita, reinterpretato qui attraverso una sensibilità moderna e un'energia prettamente femminile. Il contrasto tra il drappeggio rosso intenso e lo sfondo verde piatto esalta la centralità della figura, trasformando la divinità del vino in un'icona di grazia, forza e mistero.
I rossi, i blu e i verdi si rincorrono in vortici dinamici, creando un movimento perpetuo tipico del mare aperto. Le linee nere, decise come rotte tracciate su una mappa, guidano lo sguardo in un viaggio interiore.
NAVIGARE non racconta un luogo, ma uno stato: quello di chi sceglie di affidarsi al vento pur senza vedere la costa. Un invito a perdersi per ritrovarsi.
Navigare l'Anima
Nell'universo creativo dell'artista, la serie "Navigare" non rappresenta semplicemente uno spostamento fisico attraverso acque o cieli, ma un'esplorazione profonda e introspettiva della condizione umana. L'opera " Soffio d'Orizzonte" si pone come un pilastro centrale di questa ricerca, catturando l'essenza stessa dell'andare, del cercare e del divenire.
La Composizione e la Geometria dell'Esistenza
"Soffio d'Orizzonte" è una composizione dinamica, un vortice di forme e colori che cattura l'osservatore sin dal primo sguardo. Le linee sottili, nere e geometriche disegnano una mappa complessa, una rete di rotte possibili e di confini da superare. Questa struttura, pur essendo astratta, evoca la precisione di uno strumento di navigazione, una bussola spirituale. I campi di colore piatti, ma intensi – blu profondo, giallo vibrante, rosso ardente, verde lussureggiante – si scontrano e si fondono, creando aree di luce e d'ombra che rappresentano i paesaggi dell'anima: i momenti di calma, di passione, di incertezza e di speranza.
Il Viaggiatore: Tra Maschera e Verità
Al centro di questo turbine cromatico, una figura umana ci fissa con occhi intensi e un sorriso enigmatico. Non è un volto naturalistico, ma una stilizzazione che ricorda una maschera del teatro d'avanguardia o un'icona antica. Questo "viaggiatore" non ha tratti somatici definiti; è, piuttosto, un archetipo. La sua espressione è ambivalente: vi si legge sia la gioia della scoperta che la consapevolezza della sfida. La sua presenza al centro dell'opera funge da ancora, un punto fermo in mezzo al flusso inarrestabile delle emozioni e degli eventi.
Il Vortice e il Movimento
L'opera è attraversata da pennellate ampie e curve di rosso e arancione che formano un vortice potente. Questo movimento avvolgente rappresenta il tempo che scorre, il cambiamento continuo e la forza trainante dell'istinto e del desiderio. È la scia lasciata da una barca nel mare della vita, o forse la corrente che ci porta verso orizzonti sconosciuti. Le linee nere geometriche, spesso posizionate in opposizione a queste curve, sembrano tentativi di controllare l'incontrollabile, di dare una forma razionale all'esperienza vissuta.
In "Soffio d'orizzonte", l'artista non si limita a dipingere un ritratto o un paesaggio astratto. Crea un microcosmo in cui ogni elemento visivo ha un peso filosofico ed emotivo. L'opera ci invita a "navigare" non solo verso l'esterno, verso nuove mete e conoscenze, ma anche verso l'interno, alla scoperta dei nostri strati più profondi e complessi.
Gli occhi, come porte socchiuse su orizzonti invisibili, ci invitano a non guardare la figura, ma attraverso di essa.
Il turbine di colori che la circonda è il tessuto stesso del sogno: sono le onde della coscienza, i venti dei desideri non detti, la pioggia di un tempo interiore. C'è una sacralità in questo volto, una pazienza antica che attende che la burrasca dei colori si calmi per rivelare la verità sottostante. L'atto di navigare non è qui il movimento attraverso lo spazio fisico, ma l'erranza dell'anima nell'infinito del suo stesso essere. Ogni pennellata è un battito d'ali, ogni goccia di colore è un mondo che nasce.
Custode del Mare
Acrilico su tela
60x80cm









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